Archivio Integrale
Indice analitico delle pubblicazioni e dei rapporti scientifici curati dall'Osservatorio.

Legittima vendetta, le responsabilità di certa politica
In uno Stato di diritto non è accettabile un principio che consenta la legittima vendetta, perché tale principio aprirebbe la strada a pericolose situazioni di arbitrio, se non peggio, a un vero e proprio Far West.

Quando il saluto romano è reato
Il confine tra libertà di espressione e apologia fascista

Riccardo Sindoca, una vita nelle contraddizioni della Repubblica
È morto dopo una lunga malattia un uomo controverso, ma anche un interlocutore colto, empatico e generoso, impossibile da racchiudere nelle sole cronache che lo hanno riguardato.

Laguna di Venezia: si concretizza un'operazione gravissima. Fermare subito gli scavi e il progetto della nuova isola delle Tresse
Lo avevamo denunciato ripetutamente e oggi i fatti confermano che i nostri timori non erano infondati.

Genova – G8 2001, il futuro interrotto
Venticinque anni dopo, la domanda non riguarda più soltanto ciò che accadde nelle strade, alla Diaz e Bolzaneto. Ma quale forma avrebbe potuto prendere il mondo se il movimento per la giustizia globale non fosse stato disperso, criminalizzato e travolto dalla stagione della guerra

Venezia non si salva con un ticket da cinquanta euro
Una città non si governa con i pedaggi: servono politiche per la residenza e una visione capace di restituire a Venezia la sua funzione urbana

Sporcare la vittima: il metodo del sospetto rovesciato
Dall’Addaura a Ranucci, passando da Natale Mondo, Impastato, Rostagno, Alpi, Cucchi e Regeni: quando una vicenda diventa ingestibile, il primo modo per neutralizzarla è spostare il sospetto dalla violenza subita alla persona che l’ha subita.

La latitanza non è fuga: il caso Paviglianiti e la ’ndrangheta come potere transnazionale
Il caso Paviglianiti mostra ancora una volta il volto di una ’ndrangheta capace di muoversi oltre i confini, tra reti criminali, economie legali e sistemi di protezione

Il mondo al contrario della legalità selettiva
Quando il garantismo vale per i potenti, per gli amici e per gli appartenenti, ma diventa ferocia morale verso l’avversario, la legalità smette di essere un principio e diventa uno strumento di lotta politica

Dal piombo al ricatto digitale : La "Mafiosità" Relazionale oltre l'Articolo 416-bis
Quando la memoria delle stragi si cristallizza nella liturgia delle commemorazioni istituzionali, scatta la trappola

Le parole della procuratrice di Venezia e l'omertà dei colletti bianchi
Le osservazioni della procuratrice di Venezia riaprono il tema della presenza mafiosa nel Nord e interrogano il silenzio della politica, dell'economia e di una parte della società civile di fronte alle infiltrazioni criminali

Fabrizio Gatti, Francesca Fagnani e la Uno Bianca: le domande mancate e il mistero come via di fuga
Dall’intervista Rai a Roberto Savi all’esposto dei familiari: le domande rimaste fuori dal racconto pubblico e l’ombra di una verità ancora incompleta.

Economia della guerra, psicologia del potere e mafie nel disordine globale
Dagli Stati Uniti alle crisi internazionali, il potere contemporaneo trasforma fragilità economiche, leadership irrisolte e criminalità transnazionale in un’unica architettura del caos.

Il suffragio femminile in Italia: diritti come conquista, non concessione. La necessità di vigilare per difendere e ampliare le libertà. Una riflessione sul 2 giugno
2 giugno 1946

La normalizzazione del saccheggio ecologico. Ecomafie, corruzione e grandi opere: cosa sta accadendo davvero nell’Italia del 2026
Ci sono crimini che lasciano una vittima a terra. E ce ne sono altri che non lasciano subito un corpo, ma un territorio compromesso.

Non furono uccisi solo perché combattevano la mafia. 23 maggio: la memoria rituale e il dovere di guardare oltre le mafie visibili
Se oggi vogliamo davvero parlare agli studenti, non possiamo limitarci a dire loro che la mafia è cattiva. Lo sanno già.

L’eclissi della norma è ossigeno per le mafie
Armi, guerre e traffici criminali nel declino del diritto internazionale

Una politica che non tutela le vittime di reato
È pendente da ormai sedici mesi alla Camera dei deputati un disegno di legge costituzionale a tutela delle vittime di reato, approvato all’unanimità in prima lettura dal Senato il 14 gennaio 2025. Il testo è radicalmente semplice (“La Repubblica tutela le vittime di reato”)

Uno Bianca, l’ombra della strategia della tensione
Legalità Etica ha esaminato l’esposto dei familiari delle vittime: dopo le parole di Roberto Savi a Francesca Fagnani, quelle carte riaprono la domanda sulla possibile matrice eversiva della banda.

Report: giornalismo d’inchiesta e diritto di comunicare le verifiche sul potere
Nel caso Ranucci-Nordio, il punto non è stabilire oggi se il ministro della Giustizia sia stato o meno nel ranch di Giuseppe Cipriani in Uruguay.

Il petrolio è l’oro nero delle mafie? Dallo stretto di Hormuz alle pompe clandestine
Perché all'ombra del conflitto scatenato da Usa e Israele ai danni dell'Iran cova il rischio che il traffico illecito di carburanti aumenti ancora il suo peso a beneficio dei clan?

Le partigiane dimenticate: la Resistenza che ha sfidato anche il patriarcato
La Resistenza italiana al nazifascismo (1943–1945) è stata narrata per decenni come una storia di uomini armati, di comandanti carismatici, di battaglie che si sono concluse con la Liberazione del 25 aprile.

Etica femminista: dalla critica della ragione patriarcale alla cura del mondo Genealogie della libertà, della responsabilità e della giustizia intersezionale
L’etica femminista affonda le sue radici in una contestazione radicale del dualismo cartesiano e della pretesa universalità del soggetto illuminista, che ha dominato il pensiero occidentale sin dal XVII secolo.

La Commissione che non c’è più e la verità che non è finita. Sulla fine della Commissione stragi e la persistenza delle zone d’ombra nella Repubblica
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra la conclusione di un lavoro e l’esaurimento della sua necessità. È una distinzione che attraversa molte delle vicende più complesse della storia repubblicana.

Il Lato Oscuro dell'Intelligenza Artificiale: Come i Cybercriminali Sfruttano le Nuove Tecnologie
L'Intelligenza artificiale è atterrata nelle nostre vite come un'astronave aliena, cambiando radicalmente la realtà in cui viviamo. Ma accanto agli indubbi benefici apportati, esistono dei rischi molto spesso ignorati. E nel mondo della digitalizzazione, non possiamo permetterci di fare finta di niente

Direttiva europea anticorruzione: l’Italia davanti al ritorno dell’abuso d’Ufficio
Angelo Risi, magistrato, analizza la nuova Direttiva europea anticorruzione, mettendo in luce le criticità del sistema italiano e le conseguenze dell’obbligo di adeguamento, tra possibile reintroduzione dell’abuso d’ufficio e rischio di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Armi e narcotraffico nelle guerre contemporanee: corruzione e potere nel sistema globale dei conflitti
Le tensioni e i conflitti che attraversano soprattutto il Medio Oriente, l’Ucraina e la Russia, con il coinvolgimento diretto o indiretto di Stati Uniti e Israele, rappresentano uno degli esempi più evidenti di come il sistema globale delle armi operi nella sua forma più complessa, intrecciando commercio legale, strategie militari, alleanze geopolitiche e inevitabili aree di opacità.

Etica finanziaria e finanza etica: due concetti diversi per un’economia più responsabile
Negli ultimi anni il dibattito pubblico sul rapporto tra economia, società e valori morali si è intensificato. Crisi finanziarie, scandali societari e crescenti disuguaglianze hanno alimentato una riflessione sempre più diffusa sul ruolo dell’etica nei mercati. In questo contesto emergono due espressioni che spesso vengono utilizzate come sinonimi ma che, in realtà, indicano prospettive differenti: etica finanziaria e finanza etica. Comprendere la distinzione tra questi due concetti è fondamentale per analizzare il futuro del sistema economico e la responsabilità degli operatori che vi lavorano.

La metropolitana di Mosca: storia e identità di una capitale
Un viaggio sotto la superficie di Mosca che diventa racconto di memoria, storia e trasformazione. Dalle stazioni monumentali nate in epoca sovietica fino alle innovazioni tecnologiche contemporanee, la metropolitana emerge come uno spazio in cui si intrecciano potere, cultura e vita quotidiana. A guidarci è lo sguardo diretto della nostra corrispondente, Anya Kulikova, che attraverso ricordi personali e osservazione critica restituisce il volto profondo di uno dei sistemi urbani più emblematici del mondo. Un percorso che attraversa epoche diverse e mostra come un’infrastruttura possa diventare al tempo stesso rifugio, simbolo e racconto collettivo. Tra arte, memoria e innovazione, la metropolitana di Mosca si rivela così non solo un mezzo di trasporto, ma una chiave di lettura della società russa contemporanea. Foto di Caterina Tyumenyova.

La Costituzione incompiuta
Il voto del 22 e 23 marzo non può essere letto soltanto come il rigetto di una riforma costituzionale in materia di giustizia.

Le discipline socio-umanistiche di fronte all’ascesa dell’autoritarismo contemporaneo: il caso di Donald Trump
Negli ultimi decenni, il panorama politico globale ha assistito all’emergere di leader e movimenti contraddistinti da tratti autoritari, retoriche polarizzanti e comportamenti narcisistici, spesso accompagnati da atteggiamenti discriminatori verso minoranze, migranti e donne.

Cybermafie: l'Italia hub invisibile del cartello globale della cocaina
Nel 2026 le mafie italiane non sono più semplici attori del narcotraffico, ma nodi strategici di un sistema criminale globale sempre più integrato. In alleanza con i cartelli latinoamericani, operano come veri e propri broker tra economia illegale e infrastrutture digitali, utilizzando il cyberspazio per coordinare traffici, riciclare capitali e proteggere le comunicazioni. L’Italia emerge così come hub privilegiato di questa rete: un Paese in cui vulnerabilità tecnologiche, centralità logistica e asimmetrie istituzionali offrono condizioni ideali per l’integrazione tra criminalità tradizionale e cybercrime. Tra criptovalute, attacchi informatici e gestione avanzata del rischio giudiziario, le mafie 2.0 trasformano il crimine in una filiera globale efficiente e adattiva. Il rischio è che, senza un salto di qualità sul piano tecnologico e culturale, l’Italia continui a essere non solo retrovia operativa, ma laboratorio avanzato delle nuove forme di criminalità transnazionale.

Nordio e il ritorno della sovranità popolare
La bocciatura referendaria della riforma della giustizia segna molto più di una semplice battuta d’arresto per il Governo. È il punto di frizione tra una visione costruita nel tempo, quella sostenuta con coerenza teorica dal ministro Carlo Nordio, e la risposta concreta del corpo elettorale, che ne ha respinto l’impianto complessivo. Al di là delle motivazioni del voto, tecnico o politico che sia, emerge un dato più profondo: quando la riforma della giustizia si trasforma in terreno di riequilibrio dei poteri, è il consenso reale del Paese a stabilirne il limite. Non si tratta soltanto di una sconfitta politica, né di un incidente di percorso nel confronto tra maggioranza e opposizione. Il voto del 22 e 23 marzo restituisce piuttosto la complessità di un rapporto mai risolto tra cittadini, istituzioni e funzione della giustizia, in cui le riforme non possono essere ridotte a esercizi di ingegneria normativa o a risposte identitarie. La scelta di sottoporre agli elettori un pacchetto organico, nella sua interezza, ha finito per trasformare il referendum in un giudizio complessivo non solo sul merito delle singole misure, ma sull’idea stessa di equilibrio tra poteri dello Stato.

Quante porte stiamo spalancando alle Cybermafie? Forse troppe. Il caso americano dei protocolli «pila di merda», smascherato da ProPublica, può mettere Europa e Italia alle corde
Non è solo una questione tecnologica. È una questione di potere. Un’inchiesta giornalistica statunitense mette in discussione l’affidabilità delle infrastrutture digitali su cui si reggono interi apparati pubblici. E mentre si parla di sovranità dei dati, resta una domanda irrisolta: chi controlla davvero i sistemi che governano le nostre istituzioni? La questione è aperta

Quando la cultura diventa confine
Nel dibattito che si è acceso attorno alla decisione di escludere la Russia dalla Biennale di Venezia, il rischio più grande è fermarsi alla superficie. Ridurre tutto a una contrapposizione immediata tra chi invoca coerenza politica e chi difende l’autonomia della cultura, significa perdere di vista la questione più rilevante. Perché qui non è in gioco soltanto la partecipazione di uno Stato a un evento artistico. È in gioco qualcosa di più profondo: la funzione stessa della cultura nello spazio pubblico contemporaneo. Se essa debba rimanere un luogo di confronto, capace di attraversare i conflitti, oppure diventare, progressivamente, uno dei terreni su cui quei conflitti si proiettano e si consolidano.

Esiste in Russia la libertà di comunicare? Ovvero, perché nel Paese più grande del mondo WhatsApp funziona male?
Dalla chiusura di Instagram nel marzo 2022 alle più recenti difficoltà di utilizzo di WhatsApp e Telegram, la Russia sta progressivamente ridefinendo i confini della comunicazione digitale. In pochi anni, l’accesso alle principali piattaforme globali è stato limitato, rallentato o completamente bloccato, mentre lo Stato promuove soluzioni nazionali destinate a sostituire i canali di comunicazione internazionali. Attraverso testimonianze dirette raccolte in diverse regioni del Paese e dati significativi, la nostra corrispondente, Anya Kulicova, racconta come cittadini e istituzioni si stiano adattando a un ecosistema sempre più controllato, tra restrizioni tecniche, imposizioni normative e ricorso diffuso alle VPN per aggirare i divieti.

16 marzo 1978: il giorno in cui la Repubblica cambiò direzione
Il 16 marzo 1978 è una delle date più drammatiche della storia della Repubblica italiana. Non è soltanto il giorno del rapimento di Aldo Moro: è il momento in cui la politica italiana entra definitivamente nella stagione più tragica degli anni di piombo. Alle 9 del mattino, in via Fani a Roma, un commando delle Brigate Rosse tende un agguato all’auto che trasporta il presidente della Democrazia Cristiana. Nell’attacco vengono uccisi i cinque uomini della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Moro viene sequestrato e condotto nella cosiddetta «prigione del popolo». La data dell’azione non è casuale. Quella stessa mattina il Parlamento è convocato per votare la fiducia al governo guidato da Giulio Andreotti. È il governo che nasce grazie all’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano guidato da Enrico Berlinguer. Si tratta del passaggio politico che prende il nome di «compromesso storico», il tentativo di includere il principale partito comunista dell’Occidente nell’area di governo per stabilizzare la democrazia italiana in una fase segnata da crisi economica, tensioni sociali e terrorismo.

Morto Bruno Contrada numero tre dei servizi segreti
La morte di Bruno Contrada chiude una delle vicende più controverse della storia repubblicana italiana. Ma non chiude le domande. Contrada è stato uno dei più alti funzionari dello Stato: dirigente della polizia, poi numero tre del SISDE.

Quando la legge perde la sua anima
Nelle democrazie contemporanee la legge viene spesso percepita come un fatto puramente tecnico: un insieme di articoli, commi e procedure destinati a regolare comportamenti e a disciplinare rapporti sociali. Nel linguaggio pubblico la norma appare sempre più come uno strumento operativo della politica o dell’amministrazione, un meccanismo di regolazione che nasce nei parlamenti e trova applicazione nei tribunali. Questa rappresentazione, tuttavia, coglie solo una parte del fenomeno. La norma giuridica non è mai stata soltanto un dispositivo tecnico. Fin dalle origini della civiltà giuridica occidentale, essa ha rappresentato il punto di incontro tra tre dimensioni fondamentali della vita collettiva: la dimensione etica, quella filosofica e quella sociale.

Etica e finanza ai giorni d’oggi: responsabilità, innovazione e nuove debolezze
In un tempo in cui la finanza corre alla velocità degli algoritmi e delle piattaforme digitali, la parola etica dovrebbe tornare con più forza al centro del dibattito pubblico e anche probabilmente anche istituzionale per non dire politico. Non come semplice richiamo morale o elemento accessorio, ma come fondamento di una ricostruzione strutturale capace di garantire fiducia sociale, stabilità dei sistemi economici e uno sviluppo realmente sostenibile.

Etica e finanza: il ruolo del professionista, soprattutto delle professioni economico-finanziarie
In un contesto economico sempre più complesso, interconnesso e soprattutto globalizzato, il rapporto tra etica e finanza assume una rilevanza crescente. Negli ultimi decenni il sistema finanziario ha vissuto una profonda trasformazione, caratterizzata da innovazioni tecnologiche, globalizzazione dei mercati e crescente sofisticazione degli strumenti finanziari

L'ombra dei Pfba sul Veneto: se il controllo vacilla, il rischio è l'infiltrazione criminale
La questione della contaminazione ambientale addebitata alla Superstrada pedemontana veneta non pone solo una emergenza sul piano ecologico ma apre scenari preoccupanti sul piano del rispetto della legalità come collante sociale.

Sanità pubblica italiana: dal medico di famiglia che bussava alla porta alle attese infinite
Un declino che dura da decenni. Liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, ticket che pesano e un sistema sempre più lontano dai cittadini.

Democrazie occidentali sotto assedio
Alle 7:30 del 28 febbraio 2026 (ora italiana) il ministro della Difesa israeliano Israel Katz annunciava l’inizio di una operazione preventiva contro l’Iran. Pochi minuti dopo Donald Trump, da Mar-a-Lago, confermava su Truth Social l’avvio congiunto di Operation Epic Fury (nome USA) e Ruggito del Leone (nome israeliano): un massiccio attacco aereo e missilistico su centinaia di obiettivi iraniani. Tra i bersagli: siti militari, infrastrutture missilistiche, comandi delle Guardie Rivoluzionarie e – secondo fonti confermate – la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei, rimasto ucciso nei raid. L’obiettivo dichiarato era impedire all’Iran di acquisire armi nucleari, distruggere il suo arsenale balistico e degradare le reti proxy (Hezbollah, Houthi, milizie irachene). L’obiettivo non dichiarato, ma esplicitato da Trump e Netanyahu, era favorire un cambio di regime dall’interno con appelli diretti al popolo iraniano.

Violenza di Genere: breve Analisi e Strategie di Prevenzione Sociale
Le norme di genere rigide, binarie, androantropocentriche e gerarchiche, profondamente radicate nelle società a struttura patriarcale, costituiscono la base strutturale che alimenta e legittima la violenza di genere, attraverso modelli socio-culturali che prescrivono ruoli distinti e asimmetrici per uomini e donne, in cui il maschile è associato al potere, al dominio e al controllo, e il femminile (e molte altre minoranze, tra cui la comunità lgbtqia+) è in posizione subalterna e inferiorizzato (Connell, 2009; Brownmiller, 1975; Hooks, 2000).

Veneto, il silenzio dei colletti bianchi: economia, potere e fragilità invisibile
Esiste una linea sottile che unisce i salotti buoni della finanza veneta, i capannoni delle zone industriali e i cantieri delle grandi infrastrutture? Si tratta di una linea tracciata non solo dal denaro, ma da un silenzio ostinato, una forma di reticenza collettiva che trasforma la cronaca giudiziaria in un infinito capitolo primo di un libro in cui non si riesce mai pagina dopo pagina a superare il preambolo? La risposta si annida in ogni anfratto della vita sociale del Veneto. Se di muro di gomma si tratta però questo non nasce dal nulla, ma si alimenta di una narrazione che per decenni ha descritto il Veneto come un'isola felice, impermeabile a certe dinamiche, mentre i fatti documentati dai media raccontano da decenni oggi una storia ben diversa, talmente inquietante da non destare alcun sospetto.

Dopo l’attacco USA-Israele all’Iran: la geopolitica dei corridoi energetici e il costo umano invisibile
L’attacco congiunto condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran ha aperto una soglia nuova: non più la dialettica intermittente di azioni mirate e ritorsioni calibrate, ma una crisi che tocca insie-me sicurezza, mercati, rotte marittime e vite civili. E, soprattutto, mette a nudo una frattura che la co-municazione ufficiale tende sempre a occultare: da una parte la grammatica degli interessi strategici ed economici, dall’altra la vulnerabilità assoluta delle persone che abitano i territori colpiti.

Il nuovo Codice della crisi: dalla cultura dell’emergenza alla responsabilità preventiva
Questo articolo inaugura il primo approfondimento di Legalità Etica dedicato al tema del sovraindebitamento e, più in generale, al nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Nei prossimi contributi torneremo su questi argomenti con ulteriori analisi, indicazioni operative e aggiornamenti normativi, nella consapevolezza che la gestione della crisi economica – delle imprese come delle persone – rappresenta oggi una delle principali sfide civili, giuridiche e sociali del nostro tempo.

Osservare il potere, oltre le apparenze
La trasformazione silenziosa del metodo mafioso nell’economia contemporanea Nel 1992 e nel 1993 l’Italia fu costretta a guardare in faccia una guerra. Le ultime stragi in ordine di tempo, che colpirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, le bombe nelle città d’arte, l’attacco frontale alle istituzioni, segnarono uno spartiacque nella storia repubblicana. Poi quella stagione si interruppe. Molti interpretarono quel silenzio come una sconfitta definitiva della mafia. In realtà, era l’inizio di una trasformazione più profonda. Le organizzazioni mafiose compresero prima di altri che la violenza è costosa, visibile, destabilizzante. L’integrazione, invece, è silenziosa, perciò, estremamente efficace. Non serve dominare con la paura quando si può condizionare attraverso il mercato. Non serve intimidire quando si può partecipare ai processi decisionali indirettamente, entrando nei circuiti dell’economia legale. Da quel momento in poi la mafia non è scomparsa: si è adattata. Ha investito, diversificato, acquisito quote, interposto società, intercettato flussi finanziari globali. È diventata meno territoriale e più sistemica. Ma il dato più inquietante non riguarda soltanto la sua evoluzione. Riguarda il contesto nel quale questa evoluzione si è resa possibile.

San Pietroburgo oltre le sanzioni: economia e costruzione del potere globale russo
Non molto tempo fa il XVIII forum economico internazionale è finito a San-Pietroburgo. È uno dei più grandi eventi economici in Russia il cui focus riguardava, come sempre, i processi economici regionali e globali, la trasformazione dei mercati in relazione alla situazione geopolitica in evoluzione, i nuovi investimenti e tecnologie, la politica finanziaria e quei cambiamenti che costantemente avvengono nel mondo dell’ambiente.