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Etica Politica

Cento cittadini scendono in campo e lanciano il referendum sulle affittanze turistiche: “Sulla residenza decidano i veneziani”

Di Giovanni Andrea Martini

20 SETTEMBRE 2026

Cento cittadini scendono in campo e lanciano il referendum sulle affittanze turistiche: “Sulla residenza decidano i veneziani”

C’è una domanda che attraversa i canali della città storica, rimbalza nei quartieri di Mestre e raggiunge le ultime propaggini della terraferma comunale, ed è una domanda che non ammette più rinvii: Venezia vuole rimanere una comunità viva o è destinata a trasformarsi interamente in un parco a tema turistico? È da questo interrogativo di fondo che prende le mosse una iniziativa civica che sta acquistando sempre più peso. Cento cittadini, uniti in un comitato promotore eterogeneo e trasversale, hanno messo in moto la macchina per un referendum consultivo dedicato al nodo cruciale degli affitti turistici brevi e alla tutela della residenza stabile. Non si tratta di una battaglia di fazione, né di un’iniziativa calata dall’alto dai partiti: il comitato mette insieme residenti di ogni estrazione, professionisti, giovani e storici animatori dei comitati civici veneziani, con una forte rappresentanza - circa la metà dei promotori - proveniente proprio da Mestre, a testimonianza del fatto che la crisi abitativa non è un problema esclusivo dell’insularità, ma un’emergenza che morde l’intero territorio comunale.

La desertificazione demografica e il nodo delle locazioni brevi

Il fenomeno delle locazioni turistiche brevi, ormai sotto i riflettori in tutte le grandi capitali d'arte europee, ha assunto a Venezia contorni di particolare urgenza. La progressiva conversione degli immobili residenziali in strutture ricettive a breve termine sottrae case a chi in città vive, lavora, studia o progetta un futuro familiare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una costante erosione della base demografica residente e un mercato immobiliare sempre più inaccessibile. Il quesito referendario punta dritto al cuore della questione: «Sei favorevole a che il Comune di Venezia adotti tutte le misure consentite dalla legge per limitare la diffusione degli affitti turistici brevi nelle aree in cui essi riducono la disponibilità di abitazioni per i residenti, favorendo il ritorno degli immobili alla residenza stabile?»

Una formulazione che non intende demonizzare il turismo, ma rimettere in equilibrio il bilanciamento tra l'economia dell'accoglienza e il diritto primario all'abitare. Come evidenziano i promotori, la regolamentazione degli alloggi turistici rappresenta soltanto un tassello - sebbene imprescindibile - di una strategia più ampia che dovrebbe comprendere un piano casa complessivo, capace di incidere sia sull’edilizia pubblica sia su quella privata.

La democrazia diretta come argine all'immobilismo politico

Ciò che conferisce spessore politico e sociologico all'iniziativa dei "Cento" è la rivendicazione di un metodo: di fronte a un tema di tale portata antropologica ed economica, la politica istituzionale non può procedere a tentoni o demandare le scelte ai soli equilibri di palazzo. L’appello alle urne si candida dunque a diventare uno strumento di democrazia diretta e un banco di prova per misurare la maturità di una cittadinanza che non si rassegna al declino della propria identità urbana.

Ecco i 100 componenti del Comitato promotore: Alessandra Bardelle, Alessandra Ciarmella, Adriana Gatto, Adriana Rossetto, Alberto Madricardo, Alfreda Vedova, Andrea Bortolin, Andrea Fantin, Andrea Viaro, Andrea Vio, Andreina Corso, Anna Paquola, Annalisa Pastrello, Barbara Canova, Carlo Bordignon, Chiara Ravagnan, Claudio Sensini, Cristina Romieri, Daniela Leorato, Daniela Milani, Davide Ravagnan, Davide Scarpa, Donatella Asquini, Donatella Toso, Edda Mantoani, Elena Ajani, Elio Mattiazzi, Emanuela Favaro, Emanuela Vassallo, Enrica Berti, Enrico Memo, Fabio Coppola, Federico Corda, Flavia Allegretto, Franca Simoli, Francesca Tonissi, Francesco D’Este, Franco Avicolli, Gabriel Padula, Gabriella Biasini Peruzza, Gabriele Maluta, Gianni Brandani, Gianfranco Monetti, Gino Baoduzzi, Giovanni Andrea Martini, Giovanni Fantin, Giuliana Armani, Giuseppina Zigliotta, Isabella Albano, Laura Latini, Laura Toffoletti, Luca Fiorentin, Luciana Simoli, Luigi Sepe, Marcella Bazzoni, Marcello Boscaro, Marco Aliano, Marco Lorusso, Marco Rossi, Maria Grazia Gaiotto, Maria Grazia Quaglio, Mariangela Corradini, Marina Amadi, Marilena De Langes, Marisa Andreozzi, Matteo Zennaro, Michele Boato, Matteo Monetti, Monica Coin, Nadia Negro, Nicoletta De Grandis, Paola Degan, Paola Mantelli, Paola Penzo, Paola Romieri, Paolo Sambo, Paul Rosenberg, Pietro Molin, Renata Marzi, Renzo Rivis, Roberta Rizzo, Roberto Camatti, Roberto Gavagnin, Roberto Longo, Sami Adlibi, Sandra Sambo, Sandro Manoni, Sergio Piovesan, Silvia Mandich, Silvana Quaglio, Simona Vio, Susanna Sartori, Tania Ricciardi, Tatiana Barberu, Tiziana Poffo Monetti, Tiziano Bolpin, Valter De Rossi, Veronica Casiero, Vittorio Levi, Vladimiro Bernaus.

Nelle prossime settimane, il dibattito si sposterà nelle piazze e nelle sale attraverso assemblee pubbliche e momenti di confronto aperti alla cittadinanza, un percorso partecipato che vedrà anche la collaborazione della municipalità. A Venezia, mentre le lancette del tempo scorrono veloci tra i flussi dei visitatori e lo stillicidio delle partenze dei residenti, la palla passa ora ai cittadini. La sfida è aperta: dimostrare che una città d’arte può continuare a essere, prima di tutto, una casa.

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