Gianluca Prestigiacomo, Direttore Responsabile  ·  Gianluca Zanella, Direttore Editoriale

L'Osservatorio della Legalità

Osservatorio sul fenomeno delle mafie, laboratorio di economia e di etica politica

Quando la cultura diventa confine
Cultura

Di Gianluca Prestigiacomo, Andrea Castione

Quando la cultura diventa confine

Nel dibattito che si è acceso attorno alla decisione di escludere la Russia dalla Biennale di Venezia, il rischio più grande è fermarsi alla superficie. Ridurre tutto a una contrapposizione immediata tra chi invoca coerenza politica e chi difende l’autonomia della cultura, significa perdere di vista la questione più rilevante. Perché qui non è in gioco soltanto la partecipazione di uno Stato a un evento artistico. È in gioco qualcosa di più profondo: la funzione stessa della cultura nello spazio pubblico contemporaneo. Se essa debba rimanere un luogo di confronto, capace di attraversare i conflitti, oppure diventare, progressivamente, uno dei terreni su cui quei conflitti si proiettano e si consolidano.

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Quando la cultura diventa confine

Nel dibattito che si è acceso attorno alla decisione di escludere la Russia dalla Biennale di Venezia, il rischio più grande è fermarsi alla superficie. Ridurre tutto a una contrapposizione immediata tra chi invoca coerenza politica e chi difende l’autonomia della cultura, significa perdere di vista la questione più rilevante. Perché qui non è in gioco soltanto la partecipazione di uno Stato a un evento artistico. È in gioco qualcosa di più profondo: la funzione stessa della cultura nello spazio pubblico contemporaneo. Se essa debba rimanere un luogo di confronto, capace di attraversare i conflitti, oppure diventare, progressivamente, uno dei terreni su cui quei conflitti si proiettano e si consolidano.

18 MARZO 2026Cultura
Esiste in Russia la libertà di comunicare? Ovvero, perché nel Paese più grande del mondo WhatsApp funziona male?

Esiste in Russia la libertà di comunicare? Ovvero, perché nel Paese più grande del mondo WhatsApp funziona male?

Dalla chiusura di Instagram nel marzo 2022 alle più recenti difficoltà di utilizzo di WhatsApp e Telegram, la Russia sta progressivamente ridefinendo i confini della comunicazione digitale. In pochi anni, l’accesso alle principali piattaforme globali è stato limitato, rallentato o completamente bloccato, mentre lo Stato promuove soluzioni nazionali destinate a sostituire i canali di comunicazione internazionali. Attraverso testimonianze dirette raccolte in diverse regioni del Paese e dati significativi, la nostra corrispondente, Anya Kulicova, racconta come cittadini e istituzioni si stiano adattando a un ecosistema sempre più controllato, tra restrizioni tecniche, imposizioni normative e ricorso diffuso alle VPN per aggirare i divieti.

17 MARZO 2026Geopolitica
16 marzo 1978: il giorno in cui la Repubblica cambiò direzione

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Il 16 marzo 1978 è una delle date più drammatiche della storia della Repubblica italiana. Non è soltanto il giorno del rapimento di Aldo Moro: è il momento in cui la politica italiana entra definitivamente nella stagione più tragica degli anni di piombo. Alle 9 del mattino, in via Fani a Roma, un commando delle Brigate Rosse tende un agguato all’auto che trasporta il presidente della Democrazia Cristiana. Nell’attacco vengono uccisi i cinque uomini della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Moro viene sequestrato e condotto nella cosiddetta «prigione del popolo». La data dell’azione non è casuale. Quella stessa mattina il Parlamento è convocato per votare la fiducia al governo guidato da Giulio Andreotti. È il governo che nasce grazie all’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano guidato da Enrico Berlinguer. Si tratta del passaggio politico che prende il nome di «compromesso storico», il tentativo di includere il principale partito comunista dell’Occidente nell’area di governo per stabilizzare la democrazia italiana in una fase segnata da crisi economica, tensioni sociali e terrorismo.

15 MARZO 2026Anni di piombo - Terrorismo
Morto Bruno Contrada numero tre dei servizi segreti

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La morte di Bruno Contrada chiude una delle vicende più controverse della storia repubblicana italiana. Ma non chiude le domande. Contrada è stato uno dei più alti funzionari dello Stato: dirigente della polizia, poi numero tre del SISDE.

14 MARZO 2026Etica