Gianluca Prestigiacomo, Direttore Responsabile  ·  Gianluca Zanella, Direttore Editoriale

L'Osservatorio della Legalità

Osservatorio sul fenomeno delle mafie, laboratorio di economia e di etica politica

Mafia

Il petrolio è l’oro nero delle mafie? Dallo stretto di Hormuz alle pompe clandestine

Di Marco Milioni

27 APRILE 2026

Il petrolio è l’oro nero delle mafie? Dallo stretto di Hormuz alle pompe clandestine

Il recente blitz della Guardia di Finanza ad Acerra, con il sequestro di un sito clandestino per lo smistamento del gasolio potrebbe non essere un semplice fenomeno isolato di micro-criminalità locale, bensì come la manifestazione di superficie di una strategia di penetrazione economica profondamente radicata.

Il sequestro di carburante di contrabbando nel Napoletano funge da cartina di tornasole per un sistema che, partendo dalle periferie industriali, si connette direttamente alle grandi turbolenze dei mercati internazionali. In questo contesto, la crisi dello Stretto di Hormuz può agire come un acceleratore formidabile per gli interessi mafiosi.

L'aggressione israelo-americana ai danni di Teheran potrebbe quindi portare in grembo anche questo frutto avvelenato? Quello che è certo è che la contrazione delle forniture e l'instabilità dei prezzi creano quel differenziale di valore che rende il traffico illecito di idrocarburi estremamente redditizio, trasformando la scarsità di energia in un moltiplicatore di profitti per i clan.

Il meccanismo di questa offensiva criminale poggia su una architettura finanziaria complessa che le inchieste del passato, come quelle che hanno coinvolto il territorio veneto, hanno ampiamente documentato. Le rivelazioni dell'imprenditore Antonio Perin di cui ha dato conto VicenzaToday nel gennaio del 2021 assieme a quelle di un insider della Guardia di finanza riportate dalla stessa testata qualche giorno dopo, evidenziano come il cuore del business non risieda soltanto nel furto fisico del prodotto, ma nella sistematica evasione dell'Iva e delle accise. Attraverso l'uso di società cartiere e triangolazioni internazionali, le mafie riescono a immettere sul mercato legale prodotti a prezzi predatori, distruggendo la concorrenza onesta. Quando la catena di approvvigionamento globale entra in crisi, la capacità delle organizzazioni criminali di garantire flussi di carburante «scontato» grazie alla frode fiscale diventa, ancor più, una risorsa insostituibile per molti operatori economici compiacenti o disperati.

L'aspetto più inquietante di questa dinamica è la sua persistente assenza dal dibattito pubblico e politico. Mentre l'attenzione mediatica si concentra quasi esclusivamente sulla geopolitica dei droni o sulle fluttuazioni dei listini ufficiali, si trascura il fatto che una quota rilevante del consumo energetico nazionale transita ormai attraverso reti opache controllate dalle mafie. Questo silenzio consente alle consorterie di agire in una zona d'ombra dove la sicurezza energetica dello Stato viene compromessa dall'interno. La crisi di Hormuz non rappresenta dunque solo una minaccia per le rotte navali, ma il pretesto perfetto per consolidare una economia sommersa in cui il carburante diventa una vera e propria moneta di scambio criminale, capace di finanziare altri settori illeciti e di inquinare il tessuto produttivo legale.

In un orizzonte di medio periodo, il rischio è che il controllo del settore petrolifero diventi per le mafie ciò che il traffico di stupefacenti è stato negli anni Ottanta: una fonte inesauribile di liquidità e un potere di ricatto verso le istituzioni. Senza una presa di coscienza collettiva e una vigilanza che colleghi i sequestri locali alle dinamiche dei flussi globali, il sistema continuerà a rigenerarsi. La vicenda di Acerra e le denunce del passato nel Nord-Est sono segnali d'allerta di un unico scenario bellico sotterraneo, dove la posta in gioco non è solo il prezzo al litro di un pieno di gasolio, ma l'integrità democratica dell'economia nazionale di fronte all'aggressione di capitali illeciti che non conoscono confini né crisi.

© riproduzione riservata